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Il Sistema

Esiste un fantasma nelle menti di tutti noi, un‘entità astratta e non ben definita che gravita e si aggira come uno spettro nei discorsi e nelle considerazioni che siamo soliti fare: questo ectoplasma amorfo ed evanescente viene chiamato con il perfido appellativo di  “sistema”. Abbiamo sempre a che fare con il “sistema”.

Si dice che “il sistema funziona”, che “il sistema ci assorbe”, che bisogna “fare sistema”, che c’è il “sistema – paese”, si parla di persone che “fanno parte del sistema”, di individui che “gravitano fuori o ai bordi del sistema”, di soggetti che sono “favorevoli, sinergici, affini o solidali al sistema” e di gente che invece è “contro il sistema”.

Bene…ma che cazzo è “il sistema”?
Secondo il dizionario Rizzoli - Larousse, un sistema è in generale una “Combinazione di elementi coordinati in modo da formare un insieme funzionale”. Un po’ come il trenino dell’amore.
Il “sistema”, da quel che mi sembra di capire, e per come s’intende quando se ne parla, è un complesso di strutture operative strettamente connesse al potere politico, religioso ed economico dominante, ma è anche (e forse soprattutto) un modo di pensare, un orientamento cerebrale. Già! Perché non puoi far parte pienamente del “sistema” se non condividi – o fai finta di condividere - il modo di pensare di quelli che lo costruiscono e lo governano (direttamente o tramite insopportabili yes – men). È un fatto culturale che in un certo e qual modo si riallaccia all’aspetto antropologico che caratterizza la definizione di cultura vista nel post precedente.
Anzi, ne è l’espressione.

Sia chiaro che un “sistema” ci sarà sempre, perché il “sistema” è un sofisticato strumento di controllo.  L’alternativa è l’anarchia. Sia però altrettanto chiaro – a scanso di equivoci -  che un “sistema” non è qualcosa di immutabile. Sta a noi, quotidianamente, controllarlo a nostra volta per evitare che si “allarghi” ed eventualmente per modificarlo. La parola d’ordine è libertà che, come diceva Gaber “è partecipazione” e che, come cantavano i Gufi, “è duro conquistarla e tenerla vicina, non soltanto sui libri scuola ma ogni giorno, casa e officina”.

Un’ultima cosa prima di chiudere… ricorda sempre che qualsiasi sia il “sistema” con ti trovi ad avere a che fare, contro cui ti ritrovi a combattere o per il quale simpatizzi, tu resti sempre quello che sei e se sei un pirla rimani un pirla, se sei un farabutto rimani un farabutto, se sei un lacchè rimani un lacchè. 

Dentro o fuori dal “sistema”.

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