DISCORSO SUL METODO DELL’ATTOR COMICO

Lo spettacolo teatrale “Discorso sul metodo dell’attor comico”, una performance sull’arte del sorriso e le sue implicazioni sociali, politiche, scientifiche e storiche. Il titolo vuole essere un tributo simultaneo a Cartesio (Discorso sul metodo) e Petrolini (Discorso dell’attor comico) simboli dei grandi amori di Oreglio, scienza/filosofia e cabaret. Due discorsi che diventano uno.

Il percorso narrativo dello spettacolo affronta l’essenza dell’“arte del ridere”, attraverso l’analisi delle dinamiche per esercitarla e delle motivazioni che spingono i cultori a metterla in atto. Riflessioni semplici e ad ampio spettro dalle quali emergono aspetti singolari e divertenti. E’ un discorso comico sul comico. Comicità al quadrato.

L’inatteso, l’inaspettato e l’elemento-sorpresa (quello che i greci chiamavano “aprosdoketon”) costituiscono l’intima essenza di quel gioco mentale che è il “ridere”. Perché senza “sorpresa” non si ride mai.

 Tuttavia, ridere può voler dire tutto o niente, può essere solo un gioco fine a se stesso o trasformarsi in uno strumento al servizio del libero pensiero. Alla base restano sempre le scelte che un artista fa e le motivazioni sulle quali decide di costruire l’edificio della sua arte.

Perché in fondo – come sostiene lo stesso Oreglio – “La satira e l’umorismo non sono altro che vestiti del pensiero”.
Ovviamente, non bisogna dimenticarci che per vestire il pensiero occorre che un pensiero esista.

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