ANIMA POPOLARE

La musica è custode della cultura e della tradizione di un popolo, tanto da rappresentarne l’anima.

Con lo spettacolo Anima popolare, Flavio Oreglio riscopre la vitalità della musica e delle tradizioni, inserite in un contesto narrativo attuale e divertente.

Il sound folk degli Staffora Bluzer crea il tessuto sonoro sul quale s’innestano parole che raccontano storie, giocano tra satira e divertissement, riscoprendo a tratti la poesia dei momenti quotidiani e perpetuando quella “via ludica all’impegno” cui Oreglio ci ha abituati da trent’anni a questa parte.

L’ascolto di alcune delle più significative canzoni della tradizione popolare degli ultimi centocinquant’anni ci fa riscoprire la loro straordinaria attualità, una “classicità” che ha sicuramente ancora molto da dire. Musica paradossalmente senza tempo ma che ha un tempo così preciso che se lo perdi – come direbbe Jannacci – ti devi ritirare, ed è talmente al passo coi tempi che ti costringe a stare a tempo coi passi.

Non poteva mancare un tributo alla Scuola Milanese (Fo, Gaber Jannacci, Valdi, Svampa, i Gufi, Della Mea), importantissimo punto di riferimento per la tradizione del cabaret italiano, quella scuola che ha dato il via in pianta stabile all’affermarsi del genere nel nostro paese.

Una performance da assaporare col sorriso sulle labbra.

Note musicali

Il protagonista assoluto è il Piffero, un oboe popolare simile alla bombarda bretone ed ad altri strumenti ad ancia doppia diffusi in varie parti del Mediterraneo . Le sue origini sono incerte, ma ci sono tracce della sua esistenza già in documenti di metà XVI secolo recuperati in alcuni archivi parrocchiali. Inizialmente accompagnato da una cornamusa tradizionale chiamata Musa, il Piffero ha animato da allora ogni ricorrenza festiva con un repertorio corposo, antico, trasmesso attraverso i secoli. Oltre alle melodie da ballo, ci sono i brani che scandivano i momenti della vita contadina: questue come il cantamaggio, la galina grisa, il carlin di maggio, la Santa Croce; il carnevale con la povera donna; la partenza per la leva con leva levon, il matrimonio con la sposina e altri brani “da strada” come la sestrina per accompagnare i cortei nelle varie occasioni. La svolta verso ciò che ci porta ai giorni nostri arrivò intorno agli anni ’10 quando il più grande pifferaio Giacomo Sala, detto Jacmòn decise di sperimentare una via nuova per proseguire la sua storia di suonatore: provò a farsi accompagnare non più dalla Musa, ma dalla Fisarmonica che da allora divenne per il Piffero un’amante inseparabile.

Anima Popolare

di e con Flavio Oreglio

Stefano Faravelli (piffero, flauti, cornamuse, voci)
Matteo Burrone (fisarmonica , voce)
Daniele Bicego (cornamuse, sax soprano, cornetta, bouzouki, voce)
Giacomo Lampugnani (basso)
Cristiano Giovanetti (batteria)

Anima Popolare

Progetto musicale.
Maggiori informazioni:
LDP



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